Libera energia in libero stato

Con la Strategia energetica nazionale (Sen) appena messa in consultazione, il paese fa un altro importante passo verso la normalità. Prima ancora che nel merito, si tratta di una rivoluzione nel metodo. Da un lato, gli operatori del settore sono chiamati a confrontarsi con un documento solido nelle basi ed esplicito nelle conclusioni. Dall’altro, previsioni e obiettivi non vengono calati dall’alto ma dovranno essere filtrati da un processo di confronto fra tutte le parti interessate.
22 AGO 20
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Con la Strategia energetica nazionale (Sen) appena messa in consultazione, il paese fa un altro importante passo verso la normalità. Prima ancora che nel merito, si tratta di una rivoluzione nel metodo. Da un lato, gli operatori del settore sono chiamati a confrontarsi con un documento solido nelle basi ed esplicito nelle conclusioni. Dall’altro, previsioni e obiettivi non vengono calati dall’alto ma dovranno essere filtrati da un processo di confronto fra tutte le parti interessate. In questo modo, chiunque abbia qualcosa da dire potrà farlo secondo procedure codificate e trasparenti, che consentiranno di superare l’opacità delle lobby e permetteranno all’esecutivo di correggere il tiro dove necessario, giustificare le sue scelte e la visione di fondo che ispira la Strategia dove richiesto.
Nel merito, poi, la Strategia energetica nazionale elaborata dal ministero dello Sviluppo economico, con il contributo tra gli altri dell’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (Enea), individua sette priorità che il paese dovrà perseguire da qui al 2020: l’efficienza energetica, lo sviluppo in senso competitivo del mercato del gas, le energie rinnovabili, le infrastrutture elettriche, il superamento della crisi della raffinazione, il rilancio della produzione nazionale di petrolio e gas, e la definizione di una governance più snella ed efficace per il settore energetico. Tutte queste finalità sono sovrastate da un obiettivo più ampio e generale: ridurre i prezzi e farli convergere ai livelli europei, per restituire respiro alle famiglie e competitività alle imprese. Qui sta il limite o, meglio, lo spazio di ambiguità che pervade la Strategia del governo e che dovrà, nelle prossime settimane, essere illuminata: i diversi obiettivi sono raggiungibili o sulla base di ipotesi “eroiche” (per esempio la drastica riduzione dell’import elettrico), oppure al costo di sacrificare i consumatori. Molte delle misure proposte, infatti, implicano direttamente o indirettamente un aumento della parte regolata della bolletta. E’ qui che il governo dovrà fare il massimo sforzo chiarificatorio: ma il semplice fatto che il perimetro dei potenziali problemi sia qualitativamente e quantitativamente definito fin dall’inizio, è di per sé un salto quantico nelle nostre politiche energetiche.